Travalicare il tempo: Beth Gibbons & Rustin Man – Out Of Season

“Non ho mai ascoltato tante novità come quest’anno”. Iniziavo così il mio pezzo dedicato agli Oscar del 2002 per il Mucchio¹. Era vero: il fuoco sacro dell’entusiasmo mi portava ad ascoltare decine e decine di dischi ogni mese. Di questa vagonata di titoli ne selezionai quindici, undici dei quali ricordo ancora oggi con un certo affetto. Vale a dire: mi è capitato persino di riascoltarli nel corso degli anni, pensate un po’. Lavori come Sea Change di Beck, In The Afternoon dei L’Altra, Trust dei Low, Is A Woman dei Lambchop o About A Boy di Badly Drawn Boy.

Il vincitore però fu un altro, e con un certo distacco: Out Of Season firmato Beth Gibbons & Rustin Man. Stilare classifiche dei dischi preferiti in un anno solare non è altro che un giochino divertente, che però ti espone a un rischio: pochi mesi dopo potresti non ricordare più il motivo per cui hai inserito in classifica certi titoli e non altri. Peggio ancora: magari non ricordi più neppure cos’era, quel tal disco che hai messo tra i primi dieci (o cinque). Le cause? Infatuazioni momentanee, la pressione dell’hype, un eccesso di conformismo di fronte al consenso martellante: chissà.

Ecco: su Out Of Season, invece, non ho mai avuto il minimo dubbio, non il più microscopico dei ripensamenti. Fin da subito l’album della vocalist dei Portishead e dell’ex-bassista dei Talk Talk mi è sembrato travalicare il tempo, fare a pezzi i rituali, le aspettative, gli standard. Già dal primo ascolto definisce una dimensione propria – un ritmo, un tempo, una densità – nella quale ti attira, ti imprigiona. E, a giudicare dalle emozioni che mi procura ogni volta che lo riascolto, lo fa per sempre.

A pensarci bene, è persino riduttivo far gareggiare un disco come questo in una competizione tanto aleatoria e autoreferenziale: i migliori dischi dell’anno, vabbè. In ragione di ciò, mi fa particolarmente piacere averne motivato la scelta (nel febbraio 2003) con una mini-recensione che aveva in testa una premessa, credo, significativa. La riporto qui sotto.

***

Beth Gibbons & Rustin Man

Out Of Season (2002)

In un’ipotetica classifica di album dal titolo più azzeccato da un trentennio a questa parte, Out Of Season rischierebbe seriamente il podio: è infatti un disco che ha tutta l’aria di travalicare il tempo, le condizioni meteo, il colore delle foglie sugli alberelli, per poi rivolgersi risoluto ed etereo al dedalo di cose stanche che ristagnano nell’animo – ahinoi – di ognuno. In dieci tracce morfologicamente inafferrabili, collisioni dolci e terribili tra forme standard, depistaggi sintetici e ibridazioni convulse, la voce della Gibbons è capace di condurti con placida intensità lungo recessi ovattati e malsani, attraverso tremiti improvvisi e strane irrequietezze. Tra i fantasmi d’aria solida di Nick Drake, omeopatie Billie Holiday, microorganismi Talk Talk (Rustin Man, come sappiamo, è Mr. Paul Webb, che della band di Mark Hollis era il bassista) e trepidazioni Tim Hardin, è un disco che non rincorre mode o generi (pur assumendo fuggitivi aspetti folk, blues, jazz, rock, soul…), ma si limita a perseguire il perfetto compimento di sé: questa, tra le strade possibili, è forse la più coraggiosa al tempo dei format produttivi imprescindibili e onnipotenti. Che (ci) divorano.

 

***

¹ casomai a qualcuno interessasse, di seguito la mia Top 15 del 2002:

1) BETH GIBBONS & RUSTIN’ MAN – OUT OF SEASON

2) BADLY DRAWN BOY – ABOUT A BOY

3) LAMBCHOP – IS A WOMAN

4) L’ALTRA – IN THE AFTERNOON

5) BECK – SEA CHANGE

6) EL GUAPO – SUPER/SYSTEM

7) MARZ – LOVE STREAMS

8) SIGUR ROS – ( )

9) WIRE – READ & BURN 1 & 2

10) ONEIDA – EACH ONE TEACH ONE

11) MASHA QRELLA – LUCK

12) 90 DAY MAN – TO EVERYBODY

13) XIU XIU – KNIFE PLAY

14) SOFT BOYS – NEXTDOORLAND

15) LOW – TRUST

Un commento

  1. […] Ecco: su Out Of Season, invece, non ho mai avuto il minimo dubbio, non il più microscopico dei ripensamenti. Fin da subito l’album della vocalist dei Portishead e dell’ex-bassista dei Talk Talk mi è sembrato travalicare il tempo, fare a pezzi i rituali, le aspettative, gli standard. Già dal primo ascolto definisce una dimensione propria – un ritmo, un tempo, una densità – nella quale ti attira, ti imprigiona. E, a giudicare dalle emozioni che mi procura ogni volta che lo riascolto, lo fa per sempre.” Link: Travalicare il tempo: Beth Gibbons & Rustin Man – Out Of Season […]

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