La partita (gli U2, l’iPod e altre cose deperibili)

Ho scattato una fotografia.

Ci sono tre oggetti.

Un vinile (uno dei miei preferiti).

Un cd (uno dei miei preferiti).

Il mio primo iPod.

Dei tre, l’iPod è quello che sta chiuso in un cassetto. Il vinile e il cd li riascolto ogni tanto. Questi ultimi due hanno una storia particolare.

Per anni Neil Young si è rifiutato di pubblicare On The Beach in cd. Furono organizzate petizioni per convincerlo a cambiare idea. Alla fine si convinse, per la gioia di molti.

In Rainbows fu distribuito in formato mp3 al prezzo che volevi tu, anche gratis. Non fu una rivoluzione per il semplice motivo che la rivoluzione era già avvenuta. In ogni caso, si trattò di un evento spartiacque: i Radiohead dissero al mondo della discografia e agli appassionati: “ragazzi, sta cambiando tutto, cosa vogliamo fare?

L’iPod è l’iPod, uno strumento consegnato irrimediabilmente al passato. Ha giocato un ruolo fondamentale, certo, ma adesso la storia lo ha riposto sullo scaffale delle entità obsolete. Il 26 ottobre del 2004, gli U2 distribuirono il loro nuovo album How To Dismantle An Atomic Bomb in un iPod edizione speciale, grazie a un accordo di partnership con la Apple. Dieci anni più tardi, nel settembre del 2014, avrebbero “regalato” il loro nuovo album – Songs Of Innocence – distribuendolo in tutti i dispositivi iPhone e iPod del mondo. Ti svegliavi la mattina del 9 settembre e, oplà, Bono e compagni erano pronti a deliziarti con le canzoni contenute in quel loro disco abbastanza inutile ma assai di rappresentanza. Seguirono polemiche e scuse, ma le conseguenze si rivelarono, tutto sommato, risibili, senza alcun seguito.

I dieci anni tra How To Dismantle An Atomic Bomb e Songs Of Innocence non sconvolsero il mondo perché nel frattempo il mondo era già stato sconvolto. Il download era stato consegnato irrimediabilmente al passato dallo streaming, che sigillò la breve storia dell’mp3, transitoria ma devastante e per molti versi indimenticabile.

L’iPod nella foto, il mio vecchio iPod, ha contenuto moltissimi album, tra cui On The Beach, In Rainbows e quasi tutti quelli degli U2. Posso affermare senza alcuna esitazione che ha cambiato il mio modo di vivere la musica, la presenza della musica nella mia vita, in senso espansivo. Oggi il solo pensiero di ascoltare musica da un iPod o da un qualsiasi dispositivo che sia solo un lettore mp3, mi procura una sensazione di claustrofobia.

Per gli amanti della morale, va detto che: non c’è. A parte la sistematica transitorietà di quello che piove sulla scena del presente con la pretesa di fare – o cambiare – la Storia, di rovesciare il tavolo senza tanti complimenti.

In quanto esseri umani, individui che bene o male hanno a cuore le proprie emozioni (quelle vissute e quelle ancora da vivere), siamo straordinariamente disponibili a far passare la tempesta, raccogliere le carte da terra e, sì, proseguire la partita.