Targa MEI Musicletter 2019

E così, a Pensierosecondario è stata assegnata la Targa MEI Musicletter come miglior blog personale del 2019. Quando me lo hanno comunicato non ho pensato a niente. Un vuoto durato un plotoncino di secondi. Poi mi sono ricordato che nelle passate edizioni il premio è andato ai blog di autori come Eddy Cilìa, Carlo Bordone, Antonio “Tony Face” Bacciocchi, Franco Dimauro e Federico Guglielmi, allora ho pensato: porca miseria.

Non sono felice di questo premio, ne sono FELICISSIMO. Due anni fa, quando decisi di avviare Pensierosecondario, ero convinto che si trattasse di una delle mie tipiche scelte fuori sincrono: un blog nel 2017, figuriamoci. Col passare del tempo e dei post ho scoperto invece che i blog rappresentano una valida alternativa al formicolare abbacinante dei social. Perché offrono la possibilità di articolare, approfondire, svariare, connettere in modi e forme che i social non possono, non sanno, non vogliono.

Qualcuno mi ha fatto notare che se pubblicassi gli stessi post su una pagina Facebook otterrei più visualizzazioni, forse anche più interazioni. È la pura e cruda realtà: otterrei senz’altro molte più visualizzazioni e interazioni. Ma ci sono almeno due aspetti da tenere in considerazione riguardo ai blog: il primo è la possibilità di personalizzare l’aspetto dei post con immagini, video, formattazioni del testo, design del template. Volendo spendere una facile battuta, potrei dire: l’impaginazione al potere.

L’altro aspetto non è meno importante: un blog può diventare un ecosistema, prevedere link interni (del blog stesso) o esterni (altri blog, siti di qualsiasi tipo), costituire nel tempo un serbatoio di senso e argomenti, un repertorio di opinioni e informazioni. In poche parole, grazie a piccoli ma significativi* accorgimenti, un blog è in grado di somigliarti, ti esprime come individuo e autore. Al contrario, il profilo (o la pagina) social tendono a rappresentarti in quanto utente, ovvero nella misura in cui aderisci a un protocollo di comunicazione rigidamente formattato.

A parte questo mio entusiasmo per il mondo dei blog e per il mio blog in particolare (un entusiasmo crescente: da uno o due post alla settimana sono arrivato anche ai quattro-cinque settimanali), c’è l’idea alla base di Pensierosecondario. Un’idea semplice: scrivere ciò che mi va di scrivere. Va da sé che 9 volte su 10 si tratta di argomenti a carattere musicale. Molti dei quali, mi rendo conto, trattano artisti o dischi del passato. È così, ma non lo vedo come un limite, né per il blog né per il rock: il punto sta nell’attualizzazione sistematica di un repertorio passato che di fatto è sostanza del presente. Il rock come cultura vive al presente i suoi sessanta e oltre anni di storia. Un “calderone orizzontale” da cui Pensierosecondario pesca argomenti, storie, scintille che fanno sbocciare i post, belli o brutti che siano, in ogni caso finalizzati a portare alla luce anche solo uno sbrilluccicare del formidabile fulgore che il rock ha saputo – sa – regalare a chi lo ama.

Insomma, tanta soddisfazione per un riconoscimento che non cambierà di un millimetro il senso di tutto questo, ma che rappresenta carburante ulteriore per il suo esistere oggi e in futuro.
Grazie di cuore quindi a Luca D’Ambrosio e a tutto lo staff del MEI. Grazie a tutti i lettori, seguaci ed occasionali.

A rileggerci ancora, e ancora.

*per errore avevo scritto “sognificativi”, lo trovo un lapsus bellissimo. Alberto Savinio era convinto che le macchine da scrivere pilotassero gli errori di battitura per suggerire nuovi significati, forse quelli più veri e profondi: ho sempre trovato affascinante questa idea, anche se il correttore automatico tende a fare rientrare il mistero nella dimensione della statistica

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