31 Canzoni (dal 2003)

31songs
Nell’aprile del 2003 il Mucchio Selvaggio (all’epoca ancora settimanale) chiese ai collaboratori di indicare le loro 31 canzoni preferite, motivando la scelta di ognuna con una riga di testo. L’intenzione era allestire un tipico articolo-riempitivo (spesso – per inciso – sono i più apprezzati) sulla scia del successo ottenuto da 31 Songs, una raccolta di articoli firmata Nick Hornby e pubblicata con grande successo in UK nel 2002 (l’edizione italiana sarebbe uscita per Guanda nel maggio 2003). Di seguito il mio contributo all’articolo, che ho ritrovato dopo tanti anni. Ammetto di esserne rimasto sorpreso, rileggendo i titoli dei pezzi: oggi farei sicuramente scelte diverse (ogni giorno lo farei: per quanto mi riguarda, non esiste una lista di canzoni preferite, ma solo di quelle che preferisco adesso), ad esempio manca Nick Drake, mancano i Talk Talk, mancano i Talking Heads, mancano gli italiani, insomma, manca tanta, troppa roba. Tuttavia, dopo tanti anni non farei scelte troppo diverse.

***

31 CANZONI

1) Tim Buckley – Song To The Siren

Sfuggente, inafferrabile, meravigliosa. Ho perso il conto degli ascolti, e non vuole saperne di stanchezza, né aprirsi alla comprensione. Ecco la sua magia.

2) Dead Kennedys – Holiday In Cambodia

Tristemente attualissima.

3) PixiesWhere Is My Mind?

Così Francis Black: “una di quelle canzoni che Neil Young non ha mai inciso, che fluttuano nello spazio in attesa di essere catturate”. Cazzo, se concordo.

4) Patto – The Man

Una festa di strumenti suonati, un vibrare caldo e impetuoso di corde (vocali e non), un tumulto di percussioni, taglio felicemente trasversale attraverso mondi da sempre permeabilissimi come il jazz, il blues e il rock.

5) Neil YoungDon’t Let It Bring You Down

Di Neil, e di questa canzone in particolare, ho sempre un gran bisogno.

6) EelsSelective Memory

Luttuosa, ma dolcissima. Sembra di mordere un petalo carnoso, mentre il cuore si squaglia.

7) Sigur RosViõrar Vel Til Loftárasa

Ti cambia le prospettive in lungo e in largo. Poi non resta che stare a vedere la fine che fanno.

8) Tim Hardin – It’ll Never Happen Again

La dignità di un’anima a pezzi.

9) Nick Cave – From Her To Eternity

Mai provata un’attrazione irreversibile per la furia?

10) Janis Joplin – Little Girl Blue

Canzone quasi banale. Interpretazione immensa. Senza quasi.

11) Bob Dylan – Simple Twist Of Fate

Uh, quanto possono suonare lievi le sentenze del destino.

12) Bauhaus – Passion Of Lovers

A precipizio in una teatralità nevrastenica e fibrosa, che ti strappa brividi dalla schiena.

13) The Flaming LipsHalloween On The Barbary Coast

In derapage lungo tangenti acide, fissando negli occhi l’incubo americano.

14) King Crimson – Moonchild

In un Bowling, una parentesi di grazia e poesia, sospesa nel sordido Buffalo 66.

15) Billie HolidaySolitude

La voce di Lady Day è tormento e incanto. E’ un segreto che si svela e richiude. Un sorriso ferito.

16) Grant Lee BuffaloHoney Don’t Think

Promessa di palpiti in divenire o miraggio di rimpianti indecifrabili? Mah!

17) The BeatlesTomorrow Never Knows

Passato e presente, un tutt’uno. E il domani chissà.

18) Jane’s Addiction – I Would For You

Può l’amore essere tanto storto e intossicato?

19) Gram Parsons – She

Uno sguardo intimo e pietoso, d’amore e denuncia.

20) Velvet Underground – Oh! Sweet Nuthin’

Sei poco più che un ragazzo, è notte, ed hai sogni d’inferno. Questa, allora, è una benedizione.

21) Joy DivisionLove Will Tear Us Apart
Detestavo l’elettronica. Non la credevo possibile di calore, rabbia, intensità. Ero un cretino.

22) RadioheadFake Plastic Trees

Chi fa apocalissi spesso scorda la poesia. Non è questo il caso.

23) Ultravox – Hiroshima Mon Amour

Detestavo l’elettronica. L’ho già detto?

24) The Beatles – Golden Slumbers

Frutto tardivo della cornucopia Beatles. Struggente, triste, succoso.

25) Jeff BuckleyEternal Life

Casomai non l’aveste capito, il rock e la vita sono una cosa sola. A volte.

26) Spirit – Darlin If

Suadenti umori blues, e un vago, stringente senso d’allarme. Giustificato.

27) Love – Andmoreagain

Il lato “gentile” dell’acidità. Straordinaria potenza evocativa in sottilissima melodia.

28) The Rolling Stones – She’s A Rainbow

La psichedelia non sarà stata la “cup of tea” degli Stones, meno che mai quella tutta clavicembali e svenevolezze. Ma questo pezzo è una bomba.

29) Grateful DeadWharf Rat

Chi invece di psichedelia poteva dirsi specialista, è il morto riconoscente. Epico, crepuscolare, digrignante.

30) The ClienteleAn Hour Before the Light

La barra puntata sui sixties più fumosi, è un incanto di sensi in apnea.

31) dEUS – Right As Rain

Buio. Malinconia. Sberleffo. E disappunto, perché certe magie non si ripetono.

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