The Gloaming

Durante tutta la serata – due ore e un quarto di concerto – Yorke e soci hanno fatto benissimo quello: i Radiohead. Al massimo. Perfettamente. Come nessun altro è in grado di fare. Due ore e un quarto in cui non ho avvertito, mai e poi mai, la possibilità di venire condotto altrove, un’ipotesi di oltrepassamento, di sbalordimento. La liturgia, che sempre presuppone la presenza – la compresenza – del mistero, è divenuta una celebrazione.”

Il 14 giugno di un anno fa, i Radiohead e il popolo dei Radiohead (oltre cinquantamila persone) si fronteggiarono alla Visarno Arena di Firenze. Fu un concerto molto bello da cui uscii scosso, frastornato da sensazioni contrastanti, la maggior parte delle quali – ahimé – poco piacevoli.

Quelle sensazioni provocarono la nascita di questo articolo-recensione, pubblicato pochi giorni più tardi su Sentireascoltare. Lo considero un pezzo importante perché contiene in nuce quel groviglio che – ribollendo e montando, crescendomi dentro come un blob ventrale e batterico – sarebbe divenuto il manoscritto sui Radiohead e sul rock (o viceversa sul rock e sui Radiohead: non ho ancora capito) a cui sto apportando gli ultimi ritocchi proprio in questi giorni, e che dovrebbe vedere la luce – salvo intoppi o catastrofi – tra qualche settimana.

Si intitolerà The Gloaming e sarà un tentativo di riflettere su un processo in corso, di raccontarlo per ciò che è stato e per ciò che ancora è: un progressivo ricollocarsi del senso del rock rispetto all’immaginario collettivo e degli stessi Radiohead in esso (nel senso del rock, nell’immaginario). Sono consapevole che si tratta di un tentativo presuntuoso (ma, in fondo, non lo è ogni libro?), considerata la sproporzione tra obiettivi e mezzi, ma anche e soprattutto per l’impossibilità di cogliere un senso sedimentato, l’immagine stabile di una situazione tutt’altro che compiuta, resa sempre più inafferrabile anzi liquida dalle prassi tecnologiche.

Non so dire se sarà un buon lavoro o una catastrofe. Quello che so è che scrivere non mi è mai sembrato tanto difficile e assieme intrigante, come inseguire pesci strani nel cuore ipnotico di un miraggio.

3 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...