Redenzioni sterminate in Asbury Park

Greetings From Asbury Park, N.J., l’album d’esordio di Bruce Springsteen, uscì il 5 gennaio del 1973.

Non è con questo disco che il Boss riuscì a conquistare la fama, anzi. Succederà più avanti, con Born To Run, uscito nell’estate del ’75, la E-Street Band a quel punto già consolidata come un esoscheletro che gli permetteva di evitare l’abito del cantautore classico, di eludere il fantasma di “nuovo Dylan” che continuavano a sbandierargli davanti.

Greetings non è ancora quello Springsteen. È una fregola r’n’b che cerca di riconoscersi in una febbre bianca, una febbre che senti esalare dalle periferie sempre più ingoiate dalla metropoli. Avverti nell’aria i batteri scossi delle aspettative, le speranze frastornate dagli scozzi dei destini, dal giogo delle dinamiche che affilano la loro prassi spietata, esclusiva, schiacciante. Bianco, blue collar, un caleidoscopio di mitologie letterarie, cinematografiche e musicali sullo sfondo delle prospettive individuali, questo primo Springsteen non si pone limiti, non conosce misura. Lo sguardo aperto su un’Americana che – tra gli incroci geometrici dello stradario urbano – metabolizza un sincretismo culturale fertilissimo (black music, folk-rock, latin), gli permetterà canzoni dai colori indefiniti come fughe nella notte, smarrite come un peccato e perciò salvate dalla stessa disperata, luminosa redenzione che inseguono.

Canzoni accecate da questa luce di redenzione, in moto orizzontale nel folto di un’umanità senza altri appigli che la dispersione caotica nel tessuto delle possibilità, aggrappandosi alla meccanica virale degli espedienti.

Canzoni permeate da questa luce di redenzione impossibile e sterminata che ci riguarda necessariamente. Che ci definisce.

3 commenti

  1. 🙂 “For You”… si la canzone di quell’album che amo di più… per quanto tutto intorno a quel lavoro musicale sia inondato di rock, lui qui scopre la sua anima… capì? Posso dire una cosa che mi fa alzare un pochino da terra? Io credo di essere capace di parlare di musica, con quella parte emotiva della musica stessa che dentro vive… tutti i recensori di musica spesso dimenticano di mettere ben in evidenza… cosa sa dare una musica, un testo… Stan li a farsi notare su ragguagi tecnici, saun, quando invece la musica ha dentro un’anima propria che dovrebbe esser evidenziata… La politica del guadagno e del far soldi è spietata…

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