Weird Fishes

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Dal numero di ottobre de Il Mucchio Selvaggio, attualmente in edicola, curo una nuova rubrica. Si chiama Weird Fishes (sì, come la canzone dei Radiohead), 3000 battute che girano attorno a un concetto semplice: il rock è fatto di pesci grandi e pesci piccoli, certo, ma sia gloria ai pesci strani, quelli che stabiliscono una diversa normalità, spostano l’angolazione e la collocazione del quotidiano sentire, alludono a possibilità inaudite, a possibilità non determinabili nel caso in cui si possa contare solo su un solido equilibrio psicofisico.

Pesci che guizzano ai margini e tra le linee di ciò che è professionale, del mestiere, dello show must go on, di ciò che è prevedibile anche nell’ambito del fervore creativo. Antieroi dissennati e dissoluti, geni senza centro di gravità permanente. Dilapidatori di carriere compulsivi. Mostri di bravura in cerca di riparo, dispersi nella propria stessa ombra.

La storia del rock ne è piena, cosa di cui ogni appassionato dovrebbe ragionevolmente gioire. Ogni mese ne metterò al centro uno.

Se volete farvene un’idea, trovate la prima “puntata” online su Musicoff. E’ dedicata a Daniel Johnston, nome di fronte al quale credo che non ci sia altro da aggiungere.

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13 pensieri riguardo “Weird Fishes”

  1. Mi spiace, sono qui sempre come a battere cassa… io non lo conosco, non sapevo niente di un cantante di questo calibro e con una storia simile. A volte mi dico che la musica, il rock può cambiarci, aiutarci, Quanto sono ignorante, ma non me ne faccio una colpa, ne sono felice, perchè ho tento da apprendere e chi lo sa un giorno anche da dare. ho cliccato sul primo che mi è capitato… Sense of Humor , mi sono fatta prendere dal titolo e…non c’è assolutamente nulla di umoristico in quel brano e anche la chitarra elettrica che suona lui (è un live) la sento stanca. Vedi tu se vuoi cancellare questo commento. onestamente ho abusato della tua casa qui. Sentivo di doverlo dire, mannaggia la mia schiettezza. saluti

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      1. indubbiamente ma… ciò che non conosco e mi colpisce mi affascina, poi man mano capisco se mi lascia qualcosa dentro opppure no, se mi arricchisce o mi rende arida… sono disordinata nelle ricerche come quando si sta davanti ad un buffet ricco, sontuoso e inizi a riempire il piatto (e la bocca)senza stare a vedere che prendi) 🙂 stavo leggendo questo…

        http://www.ondarock.it/news.php?id=1814

        concorrenza…ah! 😉

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  2. No tweet.. to io! Ho letto un po’ di qua. Un po’ di là… in fatto di “Nastri” vorrei ora leggere io ma devo bussare alla porta di Eretica… per forza? Qualche libreria indipendente… graxie.

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    1. Su Eretica lo trovi a prezzo ridotto e ti arriva in tre giorni, sono piuttosto puntuali. So che con amazon ci sono stati un po’ di problemi… Altrimenti puoi ordinarlo in qualsiasi libreria, dalle ultime notizie in mio possesso dovrebbe esserci un distributore nuovo molto rapido.
      Grazie a te!

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      1. Stendiamo un velo pietoso sulla Feltrinelli che mi ha rifiutato la richiesta stasera. Vada per Eretica! Con amazon confermo quanto hai detto. Una consegna in tre giorni è diventata di due settimane! Aspetta a dir grazie… li devo leggere… mi ha tentata ed è già un bel passo per me. 😇 buona serata e alla prossima. Cate.

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  3. come immaginerai visto che ci “affratellano” i Flaming Lips, pure le melodie oblique e fragili di Daniel Johnston – capaci di gettare un ponte tra armonia e dissonanza nonché di mettere a nudo la sostanza – mi trovano pronto a “spellarmi le mani”. bella anche l’idea di fondo che anima il progetto Weird Fishes (anche se il Mucchio ho smesso di comprarlo quasi tre decenni fa…)
    : )
    peraltro, il Daniel, non solo è un ottimo “esemplare” di pesce strano doc, ma è anche latore di quello che potrebbe essere uno sghembo “manifesto” dell’ipotetico movimento *smarket*, basti citare i versi “some would try for fame and glory / others just like to watch the world” tratti da “Story Of An Artist” (ricordo ancora l’emozione straniante di quando per la prima volta – sia gloria alla Flying Records che “contrabbandava” ‘sta roba – “don’t be scared” urticò la puntina del mio giradischi nel lontano 1983)…

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  4. ps: a proposito, se dovesse esserti sfuggito nella marea di uscite che ogni giorno di sommerge, ti segnalo un “Weird Fish” contemporaneo fresco di stampa (mi gioco quello che vuoi che ti entusiasmerà come ha entusiasmato me), “Aquariium” di Passion Pusher.

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