Adultità (tra le altre cose da attraversare): i Pixies

Il modo in cui i Pixies entrarono nella mia vita, non amo ricordarlo. Tempi brutti. Duri. Di trapassi e certezze sradicate. Di preveggenza di lutti che sarebbero arrivati. Tra tutte, una canzone che si aggrappò a quello che restava della mia adolescenza prolungata. Questa canzone:

 

Di Where Is My Mind qualcuno disse “è una di quelle canzoni di Neil Young sospese nell’aria“, o qualcosa del genere. Sì, ci sono fantasmi Neil Young in questa canzone, di quelli che il Loner canadese non riusciva a domare e anzi lo dominavano nel periodo forse più oscuro della sua vita (eppure formidabile dal punto di vista artistico). Erano fantasmi che mi assediavano, mi stringevano all’angolo, mi strappavano dalla bolla di serenità in cui ero inconsapevolmente cresciuto.

Di lì a poco sarebbe arrivata la maturità, o meglio – mi sia consentito dire – l’adultità. E le sensazioni, le prospettive, le unità di misura emotive e le canzoni (sì, certo, pure le canzoni) sarebbero sprofondate giusto un pelo sotto la superficie di una consapevolezza nuova, più solida e spessa, persino lustra a volte, come la testa sempre più spoglia di capelli e (quindi) di quello che mi ostinavo a considerare un ciuffo denotante chissaccosa.

Anzi, no: non sarebbe arrivata, l’adultità. Si sarebbe allargata. Mi avrebbe circondato. Muovendomi, camminando, l’avrei calpestata e attraversata. Lo avrei fatto per ogni centimetro, in ogni istante. E i Pixies sarebbero rimasti sempre lì, come una specie di segnalibro, a ricordarmi il capitolo che non avrei voluto leggere ma che si deve. Si deve leggere, sì. Ricordandosi di essere comunque vivi, disponibili a mettere in discussione il meglio e il peggio a cui finiamo per incatenarci. Persino, anzi soprattutto, l’adultità.

Qui sotto c’è un link che apre la pagina dedicata ai Pixies su Sentireascoltare. L’ho scritto io, il pezzo monografico. E gli voglio un gran bene.

http://sentireascoltare.com/artisti/pixies/

4 commenti

  1. complimenti, bellissimo articolo pieno di rimandi (dagli Husker Du ai Flaming Lips, dai Sonic Youth ai Nirvana, da Iggy Pop alle Throwing Muses, dai Velvet Underground ai Beatles, da Neil Young a Steve Albini, dai Pavement agli Slint…), nonché direi sinceramente appassionato (e appassionante). unico appunto, la sottovalutazione di “Trompe Le Monde”, che indubbiamente scontentò un poco sia la critica che il pubblico (ma proprio per questo…) e che a mio *insindacabile* giudizio (eh, eh) non può valere un punto e mezzo meno di Doolittle… un abbraccio fraterno. : ))

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  2. Sai cosa ti dico? Hai ragione. Sono stato cattivo con Trompe. È che in molti anni di recensioni e tentativi di fare critica mi sono convinto che bisogna trattare in maniera dura, spesso anche troppo dura, i propri idoli, per non farsene travolgere. I Pixies sono (stati) una band enorme. Tutto qui. Ti ringrazio e ricambio l’abbraccio.

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